Il Messaggero

Quando la Roma cade sul più bello: dalla fatal Venezia al pari con il Livorno

ROMA (16 marzo) - E’ ormai quasi un mese che la Roma non vince pi. Dal 21 febbraio, gara all’Olimpico con il Catania. Il digiuno, nonostante la serie utile di diciotto risultati, evidenzia la frenata in campionato, con tre pareggi di fila, alla quale bisogna aggiungere anche l’eliminazione dall’Europa League. Nel pomeriggio del successo sulla squadra di Mihajlovic, i giallorossi erano secondi con 2 punti di vantaggio sul Milan (che aveva una gara in meno, quella poi vinta a Firenze). Oggi i rossoneri hanno cinque punti in pi e sono a meno uno dall’Inter capolista. C’ anche un altro dato che testimonia il momento di flessione del gruppo di Ranieri che nell’ultime sei gare viaggiano alla media di un punto a partita, considerate le quattro di campionato e le due di coppa: 6 punti, contro i 9 dei nerazzurri di Mourinho, crollati in campionato (1 vittoria, 3 pareggi e 1 sconfitta), ma capaci comunque di battere il Chelsea nella gara d’andata degli ottavi di Champions.

Alla Roma, attualmente, resta il terzo posto che, bisogna ammetterlo, comunque risultato prestigioso e soddisfacente, considerato l’avvio di stagione fallimentare. Il margine di vantaggio sulle quarte, il Palermo e la Sampdoria, abbastanza ampio, 7 punti: non dovrebbe essere problematico, a dieci turni dalla conclusione del torneo, mantenerlo per evitare i preliminari di Champions. Cos come non sono lontanissime le milanesi, se a Trigoria ancora c’ la convinzione di poter lottare per il titolo. Ma, a prescindere dalla posizione in classifica che non affatto da buttare, nello spogliatoio giallorosso e anche negli uffici della sede, da qualche giorno e anche prima del viaggio deludente a Livorno, si sta prendendo di petto il problema. Staff tecnico e soprattutto dirigenza voglio capire perch i giallorossi non sanno pi vincere.

Come si pu notare dalla tabella qui sopra, non la prima volta che la Roma scivola sul pi bello. Al Picchi, domenica pomeriggio, il pari contro la terz’ultima che si presentava con quattro sconfitte di fila. Uno dei passaggi a vuoto ben noti nella storia, e non solo quella recente, della squadra giallorossa. Ranieri non solo. Gli fanno buona compagnia il precedessore Spalletti, inciampato pure lui sul Livorno e all’Olimpico, e il campione d’Italia Capello che perse lo scudetto pareggiando 2 a 2 (in extremis e grazie a due rigori concessi da Collina) a Venezia, nonostante i rivali fossero gi retrocessi.

Ma in questo momento non solo la grande chance buttata al vento contro una formazione tecnicamente inferiore a preoccupare la societ giallorossa. Molti gli aspetti finiti sotto la lente d’ingradimento dei dirigenti: dalle scelte del tecnico (esempio: Burdisso, tra i pi in forma, escluso a Livorno) agli errori dei singoli, dalla stanchezza di alcuni titolari alla poca affidabilit delle alternative (Motta e Cerci, tanto per fare due nomi). E, in assoluto, anche l’incapacit del gruppo nel gestire il vantaggio, cosa successa in campionato in tre trasferte del 2010: a Cagliari, a Napoli e domenica scorsa a Livorno. Quattro, se si conta pure l’andata con il Panathinaikos ad Atene.

Oggi inizia probabilmente la settimana pi difficile: Ranieri, infuriato con i giocatori nell’intervallo al Picchi, deve preparare la gara di sabato sera con l’Udinese sapendo che non potr contare su Mexes, De Rossi, Pizarro e Taddei. Se il primo avr un degno sostituto in Burdisso, tre-quarti di centrocampo (e di conseguenza il modulo) da inventare. In pi ancora in bilico Vucinic: improbabile che oggi, nonostante l’ultima ecografia al ginocchio sia stata negativa, possa riprendere a faticare accanto ai compagni. Da due giorni, invece, si allena in campo Totti: forzando nella corsa, ma per ora non con il pallone. L’allenatore, prima di convocarlo, aspetta che il capitano si alleni almeno una settimana con il resto del gruppo. Questo per dire che, oltre all’Udinese, salter quasi sicuramente il Bologna, gara in trasferta del 24 marzo. L’obiettivo, ancora non dichiarato, Roma-Inter, domenica 28. Francesco manca al tecnico e ai compagni: a Trigoria lo considerano l’uomo in pi per la volata finale.

Articolo tratto da Il Messaggero

 

Roma, quattro squalificati per l'Udinese: De Rossi, Pizarro, Taddei e Mexes

dal nostro inviato Ugo Trani
LIVORNO (15 marzo) - Gli strascichi del terzo pareggio consecutivo non sono solo di natura psicologica e, tra l’altro, non si possono ancora quantificare, anche perch 5 punti su 6 lasciati al Livorno di Cosmi devono far riflettere in vista della prossima stagione: mentalmente la Roma ha troppi passaggi a vuoto.

Di sicuro Ranieri, gi uscendo dal Picchi, deve prender atto di quanto la partita pareggiata ieri influir su quella successiva dal punto di vista tecnico: quattro diffidati, dei sei di inizio match, preso il giallo da gervasoni, salteranno sabato l’incontro con l’Udinese. Scompaiono con largo anticipo dalla lista dei convocati Mexes, De Rossi, Pizarro e Taddei. In pi, nelle interviste a caldo, l’allenatore cancella anche Totti dal prossimo appuntamento, escludendo il suo rientro. E ci sar da verificare meglio pure l’infortunio di Vucinic, costretto a rinunciare in extremis alla trasferta in Toscana per un’infiammazione al ginocchio siniistro.

Il turn over pu far comodo: la Roma ha il fiatone da un pezzo. Ma questo, cos eccessivo, penalizza. Ranieri si accorger di dover rinunciare a tre uomini su quattro a centrocampo: l’esterno Taddei e i due mediani titolari Pizarro e De Rossi. E’ questo il settore da inventare, tenendo presente che gli unici due centrocampisti di ruolo rimasti fuori a Livorno sono Faty e Brighi. Menez, ieri vispo e combattivo, pu essere confermato. Deludente invece Cerci, da utilizzare per sostituire Taddei. Manca un esterno, dunque. Potrebbe essere alzato un terzino. Perrotta servir, come nel finale di gara, da mediano, con Baptista trequartista o seconda punta. Oppure fiducia a Faty. Dietro nessun problema: Burdisso per Mexes. In attacco molto dipende da Vucinic: la sua presenza pu condizionare le scelte anche a centrocampo (esterni e ruolo di Perrotta). E anche quella del sistema di gioco.

Articolo tratto da Il Messaggero

 

Roma e Lazio, rimpianti bipartisan: Totti e Zarate, quanto ci mancate

ROMA (15 marzo) - Sapete qual il colmo? Che i romanisti si consolano: la Lazio che va in B un gran bel vedere, pazienza per i due punti perduti a Livorno. E i laziali anche: la Roma lo scudetto non lo vince, quasi certo, pazienza se il Livorno ormai a due passi da noi. Ci sta: lo sfott resta lo sport pi praticato in citt. Ma invece il rimpianto dovrebbe essere bipartisan, per quel rigore fallito da Pizarro e per le dormite della difesa giallorossa.

Sei punti da recuperare in dieci partite all’Inter e cinque al Milan ora sembrano troppi, anche perch la Roma paga la perdurante assenza del suo leader Totti, quello a cui, come dice Ranieri, puoi affidare il pallone bollente nei momenti topici della sofferenza. Ma che sia mancata soprattutto la convinzione, nelle ultime partite di queste 18 di fila senza sconfitte, una debolezza psicologica che sa di prematura rassegnazione. Perch non crederci, e proprio sul pi bello, come hanno fatto i rossoneri (che gol, Seedorf) fino ai minuti di recupero?

Quanto alla Lazio, chi la salva? Le tre che la seguono hanno grinta da vendere, vedono la preda impaurita, incerta, persa nella boscaglia dei troppi pastrocchi. Segnano tutti, i biancocelesti ormai neanche dal dischetto: un’armata di spremuti senza uno straccio di leader in campo e fuori. Serve ancora dire a Lotito: guarda che hai fatto? Serve cambiare ancora tecnico? Serve ancora dare dei mercenari ai giocatori? I tifosi ieri hanno dimostrato di che pasta, di che orgoglio sono fatti. Se Zarate, stando fra loro l’ha capito, una speranza, seppur piccola, ancora c’.

Articolo tratto da Il Messaggero

   

Roma, incubo Lucarelli: 3-3 a Livorno Lazio nel buio. Milan a -1 dall'Inter

ROMA (14 marzo) - Il Milan fatica, ma batte il Chievo nel recupero e si porta a -1 dalla capolista Inter. La Roma, invece, non approfitta dello stop nerazzurro: pareggio a Livorno dopo aver recuperato, essere stata due volte in vantaggio, ed aver sbagliato un rigore con Pizarro. Buio sulla Lazio sconfitta all'Olimpico dal Bari. Stavolta c'erano 50mila spettatori ma non servito. Muslera ha regalato un gol e Kolarov sbagliato un rigore. Alle spalle dei biancocelesti il Livorno ha recuperato
un punto insieme al Siena. Grandi i toscani di Malesani: perdevano 3-0 sul campo della Juventus ed finita 3-3. Cade il Palermo a Udine ma resta quarto dopo il pareggio fra Bologna e Samp. Spettacolo a Marassi dove il Genoa si imposto al Cagliari 5-3. Parma tranquillissimo dopo 1-0 con l'Atalanta sempre pi con un piede in B.

Milan-Chievo 1-0
Il Milan ha battuto 1-0 il Chievo nel posticipo della serie A ed si portato ad un solo punto dall'Inter. Autore della rete Clarence Seedorf al primo minuto di recupero del secondo tempo. Al fischio di inizio, il Milan sembrato contratto, lento, quasi timoroso di fronte alle giocate veloci del Chievo. La prima timida occasione per il Milan al 12' con Pirlo che serve Borriello. Il Milan continua a premere ma il Chievo controlla bene. Anzi, si fa pericoloso in attacco soprattutto in contropiede e Mantovani di testa (su cross di Pinzi) supera con una palombella Abate e colpisce la traversa. Poco dopo il Chievo in gol ma la rete viene annullata per fuorigioco. A dire il vero Yepes segna dopo una respinta corta di Abbiati su tiro di Pinzi, e la sua posizione regolare perch c' il piede di Favalli che tiene in gioco il calciatore ospite. Nella ripresa la trama del gioco non cambia. Il Milan in attacco ma senza creare grosse opportunit e Chievo accorto in difesa e pronto al contropiede. All'8' Pellissier supera nello slancio anche Abbiati ma sbaglia completamente la conclusione. Tre minuti dopo palo interno di Ronaldinho. Leonardo si affida a Seedorf (al posto di Pirlo) e a Inzaghi (che ha sostituito Gattuso). Milan ancora in avanti (38') con Ronaldinho e Beckham che ben smarcato non riesce a segnare. Al 44' Milan in 10: Beckham si ferma, chiede aiuto: per lui c' la rottura del tendine d'Achille della gamba sinistra. Nemmeno il tempo di pensare al grave infortunio e Seedorf indovina con un tiro magistrale il gol. Milan a -1 dall'Inter e Chievo che esce sconfitto ma a testa alta.
Milan
(4-3-3): Abbiati, Abate (45' pt Oddo), Thiago Silva, Favalli, Zambrotta, Gattuso (12' st Inzaghi), Pirlo (34' st Seedorf), Ambrosini, Beckham, Borriello, Ronaldinho. A disp. Dida, Kaladze, Jankulovski, Flamini. All. Leonardo.
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino, Sardo, Mandelli (35' st Monero), Yepes, Mantovani, Luciano, Rigoni, Marcolini (35' st Bentivoglio), Pinzi, De Paula (28 st Ariatti), Pellissier. A disp. Squizzi, Jokic, Bogdani, Granoche. All. Di Carlo.
Arbitro: Morganti.
Marcatore: nel st 45' Seedorf.
Note: angoli: 8-2 per Milan. Recupero: 3' e 5' Ammoniti: Rigoni, Zambrotta, Mandelli, Mantovani, Luciano, Pinzi per gioco scorretto

Lazio-Bari 0-2
La Lazio sta peggio di quello che pensa. Rimane quart'ultima e ancora in salvo, ma a questo punto chiaro che con la vittoria dell'Udinese la corsa per non retrocere a quattro squadre nel giro di 4 punti. L'Atalanta sta come i biancocelelesti ma ha 4 punti in meno, Siena e Livorno invece godono di ottima salute. Eppure per la squadra di Reja non c'era occasione migliore. Cinquantamila tifosi le se sono stretti intorno dimenticando la contestazione, nel Bari senza assilli di classifica mancava Barreto, eppure alla fine i pugliesi sono riusciti ad espugnare l'Olimpico ed anche con merito. Reja ha riproposto il modulo preferito, 3-5-2, ed riuscito a spegnere le fonti di gioco baresi nel primo tempo, ma la Lazio non mai stata pericolosa. L'unico tiro nello specchio della porta del tedesco Hitzlsperger (subentrato a Matuzalem, fuori forma come Ledesma) al 47' ma Gillet respinge facilmente di pugni.

Neanche nella ripresa compaiono gli 11 leoni invocati sabato da Reja, tant' vero che il Bari and andare subito in rete con Almiron che approfitta di un'uscita infelice di Muslera su punizione a spiovere di Allegretti. La reazione biancoceleste si esaurisce in in tiro di Floccari bloccato da Gillet e i pugliesi colpiscono di nuovo al 19' con Alvarez (Alvaretto di giallorossa memoria) che, dopo una volata sulla fascia destra, scarta Muslera e insacca. Farraginosa e inconcludente la reazione della Lazio, che per al 31' ha l'occasione di accorciare. In una confusa azione in area, Cruz viene trattenuto per la maglia e cade. Rizzoli concede il rigore: va sul dischetto Kolarov, che tira forte ma centrale. Gillet blocca in due tempi. La partita finisce qui. Nel frattempo il sostegno dei tifosi della Lazio si era trasformato in aperto dissenso: fischi meritati per tutti, non solo per Lotito.
Lazio (3-5-2): Muslera; Siviglia (17' st Cruz), Stendardo, Radu; Brocchi, Ledesma, Matuzalem (37' pt Hitzlsperger, 24' st Mauri), Firmani, Kolarov; Floccari, Rocchi. A disp: Berni, Biava, Dias, Lichtsteiner. All. Reja
Bari (4-4-2): Gillet; Belmonte (42' st Stellini), A. Masiello, Bonucci, S. Masiello; Alvarez, Donati, Almiron (15' st Gazzi), Allegretti; Castillo, Meggiorini (38' st Sforzini). A disp: Lamberti, Parisi, De Vezze, Kamata. All. Ventura
Arbitro: Rizzoli
Marcatori: 6' st Almiron, 18' st Alvarez.
Note: ammoniti: Almiron, Firmani, Radu


Livorno-Roma 3-3
Cristiano Lucarelli frena le ambizioni scudetto della Roma. Al Picchi finisce 3-3: il bomber del Livorno realizza una tripletta e ai giallorossi non bastano i gol di Perrotta, Toni e Pizarro. In classifica la squadra di Ranieri sale a quota 53 punti, a -6 dall'Inter capolista. I toscani con 24 punti restano terzultimi e falliscono l'aggancio alla Lazio, che si sarebbe concretizzato in caso di vittoria.

La Roma di Livorno ha un doppio volto: troppo vulnerabile in difesa, brillante dalla met campo in su. Risultato: nella prima mezz'ora piovono i gol, addirittura cinque. Il Livorno ne segna due con Lucarelli, ma non basta per evitare il passivo all'intervallo. Lo spettacolo comincia dopo nove minuti: il bomber amaranto scatta sul filo del fuorigioco e con un destro a incrociare supera Julio Sergio. Il botta e risposta servito al 10': torre di Toni in area, gran tacco di Taddei e diagonale di Perrotta che sorprende Rubinho. I giallorossi mettono la freccia al 19': Toni sfrutta la sponda di Perrotta e con un colpo di testa ravvicinato segna il 2-1. L'azione sembra viziata da un fuorigioco millimetrico dell'attaccante ma l'arbitro Gervasoni, che sostituisce l'infortunato Romeo, convalida. L'esiguo vantaggio annullato dal Livorno al 26', complice un'errata applicazione del fuorigioco da parte della difesa giallorossa: Motta tiene in gioco Lucarelli, che scarta anche Julio Sergio e deposita in rete di sinistro. L'equilibrio, per, anche stavolta dura il tempo di un'azione. Pizarro sigla il 3-2 sfruttando l'assist all'indietro di Perrotta: piatto destro e Roma di nuovo avanti. Prima del riposo, la squadra di Ranieri ha la chance per l'allungo, ma proprio il cileno a sprecarla dagli 11 metri. Al 40' Gervasoni concede il rigore per un contatto in area fra Knezevic e Menez: il destro di Pizarro si stampa sul palo e il Livorno resta in partita.

La squadra di Cosmi inizia all'attacco la ripresa e al 63' pericolosa con un destro dalla distanza di Moro: Julio Sergio si allunga a deviare in angolo. Il pareggio arriva al 70' e porta ancora la firma di uno scatenato Lucarelli. Il n.99 si procura e trasforma il rigore del 3-3: Gervasoni sanziona un fallo di mano di Juan sul cross dell'attaccante, che poi dagli 11 metri spiazza il portiere brasiliano della Roma. Il gol del pareggio carica il Livorno, vicino al vantaggio al 74' con un destro al volo di Esposito alto di poco. La Roma riesce a reagire solo al 76' con un sinistro a fil di palo di Toni. Le due squadre cercano i tre punti nel finale: Cosmi si gioca la carta Danilevicius, Ranieri risponde con Baptista. Il risultato, per, non cambia. Nel recupero, ultimo brivido per il Livorno: colpo di testa di Juan e palla out.
Livorno (3-4-1-2): Rubinho; Perticone (3' st Diniz), Rivas, Knezevic, Filippini, Moro, Esposito, Pieri, Di Gennaro (36' st Danilevicius), Bellucci (6' st Mozart), Lucarelli. A disp. De Lucia, Prutsch, Modica, Vitale. All. Cosmi
Roma (4-2-3-1): Julio Sergio; Motta (23' st Cassetti), Juan, Mexes, Riise; De Rossi, Pizarro (38' st Baptista); Taddei, Perrotta, Menez (31' st Cerci); Toni. A disp. Doni, Burdisso, Tonetto, Brighi. All. Ranieri
Arbitro: Romeo
Marcatori: 9' pt, 26' pt e 25' st (rig.) Lucarelli, 10' pt Perrotta, 19' pt Toni, 28' pt Pizarro
Note: ammoniti: Knezevic, Pizarro, Menez, Lucarelli, Rivas, Taddei, Pieri, Filippini, Cerci, Mexes.

Juventus-Siena 3-3
Dieci minuti da favola, altri 80 da incubo e la Juve si inceppa ancora. Contro il Siena, la formazione di Alberto Zaccheroni si ritrova avanti 3-0 dopo 10 minuti ma riesce nell'impresa di farsi rimontare dall'ultima in classifica: 3-3 al termine di un pomeriggio in cui la Vecchia Signora esibisce una difesa imbarazzante, guidata tra i pali dal 39enne Antonio Chimenti, il terzo portiere, spedito in campo per l'indisponibilit di Buffon e Manninger. La Juve sfonda subito. Curci respinge la conclusione di Trezeguet, Del Piero appoggia in rete: 1-0 dopo 2 minuti e 300 gol in bianconero per il numero 10. Il capitano della Vecchia Signora concede il bis gi al 7': destro perfetto, 2-0. Il Siena non c' e la Juve cala anche il tris. Ci pensa Candreva al 10': siluro da 25 metri, palla all'incrocio e 3-0. I padroni di casa pensano che la gara sia gi chiusa e si rilassano concendendo spazio a Maccarone. L'attaccante toscano fa centro al 16': approfitta di una dormita dei padroni di casa e fulmina Chimenti. I toscani si rendono pericolosissimi al 22', quando Pratali azzecca il colpo di testa: provvidenziale salvataggio di Felipe Melo sulla linea. La Juve bada a controllare il ritmo e a congelare il pallone: i torinesi evitano cos altri pericoli fino all'intervallo.

All'inizio della ripresa, per, la Vecchia Signora ricomincia a sbandare. Il Siena ringrazia e riapre totalmente la partita. Chimenti esibisce riflessi appannati sul diagonale di Maccarone, il palo respinge il pallone e Ghezzal firma il 3-2 al 47'. I padroni di casa tremano al 68', quando Tsiolis centra l'incrocio dal limite dell'area. Il clamoroso e meritatissimo 3-3 si concretizza al 73', quando Grygera stende Maccarone: rigore, Ghezzal trasforma e pareggia. Finisce cos perch gli ospiti si accontentano.
Juventus (4-3-1-2): Chimenti; Grigera, Legrottaglie (8' st Salihamidzic), Cannavaro, De Ceglie; Marchisio (1' st Camoranesi), Felipe Melo, Sissoko; Candreva; Del Piero (31' st Diego), Trezeguet. A disp: Pinsoglio, Grosso, Poulsen, Iaquinta. All. Zaccheroni
Siena (4-1-4-1): Curci; Rosi, Cribari, Pratali (45' pt Odibe), Del Grosso; Ekdal (17' pt Larrondo); Reginaldo, Vergassola, Tsiolis, Ghezzal; Maccarone (41' st Codrea). A disp: Pegolo, Terzi, Fini, Calai. All. Malesani
Arbitro: Russo
Marcatori: 2' e 7' pt Del Piero, 10' pt Candreva, 16' pt Maccarone, 2' st e 30' st rig. Ghezzal
Note: ammoniti Vergassola, Cribari, Salihamidzic, Sissoko, Reginaldo, Tsiolis


Udinese-Palermo 3-2
Una Udinese ormai guarita dai malanni invernali, con Floro Flores nei panni di Di Natale, stoppa il Palermo nella corsa per la zona Champions e si regala una salvezza non ancora matematica, ma senza dubbio ormai a portata di mano. Il Palermo, giunto al Friuli con l'intenzione di vendere cara la pelle, con Rossi a mettere le mani avanti (sar pi dura a Udine che contro l'Inter), ha avuto il torto di non osare e di cedere completamente il gioco all'Udinese nella parte centrale del secondo tempo quando con un uno-due terribile prima Floro Flores (autore di una bella doppietta) e poi Asamoah hanno chiuso il conto.
Udinese (4-3-3): Handanovic; Isla, Zapata, Lukovic, Pasquale; Sammarco, Inler, Asamoah; Sanchez (41' st Lodi), Di Natale (44' st Corradi), Floro Flores (38' st Ferronetti). A disp: Belardi, Coda, Cuadrado, Badu. All. Marino
Palermo (4-3-1-2) - Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Nocerino, Liverani, Blasi (16' st Bertolo); Pastore (1' st Simplicio); Miccoli (32' st Hernandez), Cavani. A disp: Benussi, Goian, Celustka, Calderoni. All. Rossi
Arbitro: Tagliavento
Marcatori: 44' pt e 20' st Floro Flores, 6' st Simplicio, 25' st Asamoah, 35' st Cavani
Note: ammoniti: Lukovic, Simplicio, Cavani, Floro Flores


Parma-Atalanta 1-0
Il Parma incassa i tre punti che valgono la quasi certezza matematica della salvezza. Contro un'Atalanta allo sbando, capace di pungere solo per una manciata di minuti nella ripresa, gli emiliani vanno in rete con Bojinov, ben servito da Crespo, e poi controllano per quasi tutta la partita, senza per la verit regalare grandi emozioni.
Parma (4-2-3-1): Mirante; Zaccardo, Dellafiore, Paci, Lucarelli; Morrone, Galloppa (30' st Antonelli); Biabiany (16' st Lunardini), Valiani, Lanzafame (17' st Bojinov); Crespo. A disp: Pavarini, Zenoni, Castellini, Pasi. All: Guidolin
Atalanta (4-3-1-2): Consigli; Garics, Capelli, Manfredini, Bellini (28' st Peluso); Padoin, De Ascentis, Guarente (25' st Valdes); Doni; Amoruso, Tiribocchi (34' st Gabbiadini). A disp: Coppola, Pellegrino, Volpi, Ferreira Pinto. All. Mutti
Arbitro: Saccani
Marcatori: 26' st Bojinov
Note: ammoniti: Morrone, Tiribocchi, Manfredini, Paci, Capelli. Espulso Doni


Genoa-Cagliari 5-3
Stanno diventando uno spot per il calcio le partite casalinghe del Genoa, in particolare i primi tempi: dopo le cinque reti dello spettacolare avvio con il Bologna (3-2 per il Genoa, poi sconfitto 4-3) la squadra di Gasperini, trascinata da Sculli, ha concesso il bis ai tifosi contro il Cagliari e ha chiuso i primi 45' in vantaggio 4-2 (5-3 il finale), colpendo tre volte il palo (una in fuorigioco) e una volta la traversa. La ripresa non stata da meno per intensit e occasioni create, ma la mira dei giocatori si un po' affievolita, Marchetti e Amelia hanno fatto alcune parate spettacolari e si sono visti perci solo due gol, uno per parte. La vittoria nella gara che era un mezzo spareggio per l' Europa consente al Genoa di superare lo stesso Cagliari e il Napoli e avvicinarsi alla Sampdoria.
Genoa (3-4-3): Amelia; Papastathopoulos, Moretti (13' st Mesto), Bocchetti; Rossi, Milanetto, Zapater (17' st Juric), Criscito; Palacio, Palladino (32' st Kharja), Sculli. A disp: Scarpi, Tomovic, Aleksic, Lazareivc. All. Gasperini
Cagliari (4-3-1-2): Marchetti; Marzoratti, Ariaudo (1' st Barone), Astori, Agostini; Dessena, Conti, Biondini; Cossu; Larrivey (23' st Jeda), Matri (34' st Nen). A disp: Lupatelli, Di Laura, Nainggolan, Ragatzu. All. Allegri
Arbitro: Baracani
Marcatori: 16' pt Dessena, 36' pt rig Zapater, 39' pt Palacio, 41' Conti, 43' pt Sculli, 45' pt Rossi, 10' st Matri, 14' st Milanetto
Note: ammoniti: Conti, Rossi, Cossu, Astori, Bocchetti, Papastathopoulos


Bologna-Sampdoria 1-1
Una gara destinata allo 0-0, per come era stata condotta fino all'85', si rivitalizzata nel finale: gelando prima il Bologna, che forse aveva fatto qualcosa in pi, con il gol di Gastaldello al 41' della ripresa. Poi facendo arrabbiare la Sampdoria in pieno recupero, con il pareggio dell'ex Raggi e la posizione di Succi, davanti al non incolpevole Storari, giudicata in fuorigioco, giustamente, dai liguri e non sanzionata dalla terna guidata da Peruzzo.
Bologna (4-4-2): Viviano; Raggi, Portanova, Britos, Lanna; Busc, Mudingayi, Guana, Modesto (27' st Casarini); Adailton (38' st Gimenez), Zalayeta (33' st Succi). A disp: Colombo, Moras, Zenoni, Mingazzini. All. Colomba
Sampdoria (4-4-2): Storari; Zauri, Gastaldello, Lucchini, Ziegler; Semioli (31' st Padalino), Palombo, Poli, Guberti (1' st Mannini); Pozzi (27' pt A. Cassano), Pazzini. A disp: Cassano, Cacciatore, Accardi, Tissone. All. Del Neri
Arbitro: Peruzzo
Marcatori: 42' st Gastaldello, 47' st Raggi
Note: ammoniti: Palombo


Venerd: Catania-Inter 3-1

Sabato: Napoli-Fiorentina 1-3


Articolo tratto da Il Messaggero

 

Livorno-Roma, vandalismo giallorosso: fermato un treno, auto danneggiate

ROMA (14 marzo) - Stop forzato per 107 minuti stamani alla stazione di Grosseto per il treno regionale Roma-Pisa sul quale viaggiavano una trentina di tifosi romanisti diretti a Livorno per la partita, a causa di atti vandalici compiuti dagli ultr giallorossi. Un Eurostar Roma-Genova ha accumulato un ritardo di 50 minuti, essendo stato fermato in via precauzionale a Orbetello a causa dello stop al treno regionale. Intanto la polizia ha segnalato a Livorno alcuni danneggiamenti di auto e scooter sul lungomare, di cui si sarebbero resi protagonisti una ventina di tifosi romanisti.

Le Ferrovie dello Stato hanno comunicato che i tifosi avrebbero svuotato due estintori e danneggiato alcuni seggiolini del treno regionale prima dell'arrivo a Grosseto, citt dove il convoglio stato fermato dalla polizia per identificare i romanisti. Il treno regionale poi ripartito intorno alle 10.15, con 107 minuti di ritardo, e con un vagone, quello danneggiato, in meno.

Disordini a Livorno: 5 feriti. di cinque feriti lievi il bilancio dei disordini che si sono verificati oggi a Livorno prima e dopo la partita di serie A Livorno-Roma tra le opposte tifoserie. Sono stati medicati al pronto soccorso dell'ospedale per contusioni e ferite di poco conto quattro romani e un livornese, coinvolti in episodi diversi di contatto tra opposte tifoserie.

Dopo i disordini del mattino, anche nel pomeriggio, sia all'interno dello stadio, che fuori dopo la partita, ci sono state alcune scaramucce provocate da piccoli gruppi di tifosi, che comunque sono sempre stati contenuti dalle forze dell'ordine. Proprio le forze dell'ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico hanno evitato che le frange pi estreme delle due tifoserie - in totale erano circa 2.000 i romanisti in trasferta - venissero a contatto.

L'allarme definitivamente cessato quando in serata la maggioranza dei romanisti ha lasciato Livorno in treno per rientrare nella Capitale.

Articolo tratto da Il Messaggero

   

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